queste sono le domande che più frequentemente vengono rivolte dai pazienti al proprio dentista. Qualora tra queste non trovaste risposta al vostro quesito, utilizzate questo modulo per ricevere una risposta specifica.
Il termine appropriato, malattia parodontale, indica una condizione infiammatoria dei tessuti di supporto del dente: osso, legamento parodontale e gengive. La causa principale è l'accumulo di tartaro, sopra e sottogengivale che favorisce la colonizzazione dei batteri responsabili. Si riconosce una predisposizione genetica sebbene una scrupolosa igiene orale nella quasi assoluta totalità dei casi escluda l'insorgenza della malattia. Si manifesta in diversi livelli di gravità, uno dei primi segnali è rappresentato da gengive che sanguinano facilmente, difficilmente ha tra i sintomi il dolore. Alla lunga provoca il riassorbimento dell'osso attorno alle radici dei denti e la conseguente mobilità degli stessi con eventuale perdita degli elementi colpiti qualora non si ricorra in tempo alle cure necessarie.
In assenza di sintomi, cioè in condizioni di salute è opportuno sottoporsi a una visita di controllo ogni sei mesi. Nel caso di pazienti con precedenti di malattia parodontale può essere opportuno aumentare la frequenza a ogni tre mesi. A seconda dei casi può essere consigliabile eseguire una Radiografia Panoramica (OPT) o quantomeno due Bite Wings (radiografia delle corone dei premolari e molari) almeno una volta all'anno. In assenza di una perfetta igiene orale sarà inoltre opportuno sottoporsi a una o più sedute di igiene orale professionale all'anno.
Una delle tante preoccupazioni quando ci si reca dal dentista è l'essere tutelati nei confronti delle infezioni crociate, sarebbe a dire il passaggio di malattie tra un paziente all'altro tramite strumentario non perfettamente sterilizzato. In merito a questo problema la legge impone che lo strumentario non monouso che venga a contatto con la bocca del paziente debba essere sterilizzato in Autoclave. La sterilizzazione in autoclave avviene dentro speciali buste che mantengono gli strumenti sterili fino al momento dell'apertura che avviene di norma di fronte al paziente.
Al di là dei rischi conosciuti per la salute generale, i fumatori sono esposti anche al rischio di malattie del cavo orale.
La piu' importante e' il cancro del cavo orale e della gola. Si tratta di un cancro particolarmente difficile da curare e il trattamento non e' particolarmente efficace se paragonato ad altre forme cancerose. Ci vogliono numerosi anni perche' il fumo riesca a provocare cancro nel cavo orale e durante questo periodo si possono sviluppare dei segni di avvertimento che possono essere riconosciuti dal dentista o dall' otorinolaringoiatra. La diagnosi precoce puo' permettere il trattamento prima che il cancro si sviluppi, ed e' pertanto il fattore piu' importante per il successo della terapia. Il rischio aumenta con il numero giornaliero di sigarette ed e' più' elevato nei fumatori di sigaro e di pipa. Il consumo frequente di superalcolici aggrava ulteriormente il rischio. Se sei un fumatore ed hai piu' di 55 anni controlli odontoiatrici regolari sono importanti per individuare e trattare questi segni iniziali.
E' accertato che il fumo favorisca la malattia parodontale che rende i denti mobili e predispone alle infezioni gengivali, inoltre ritarda la guarigione dei tessuti in corso di trattamento parodontale e riduce sensibilmente le percentuali di successo in caso di sostituzione dei denti mancanti con l'implantologia.
Il catrame contenuto nel tabacco macchia i denti e favorisce la formazione della placca e del tartaro, di conseguenza puo' provocare alito cattivo.
Se sei un fumatore, e' particolarmente importante che tu spazzoli regolarmente i denti e ti rechi dal dentista per consigli per la prevenzione delle malattie gengivali .
I pareri sono controversi e la documentazione scientifica in merito va interpretata con attenzione. L'amalgama, ottenuta dalla miscelazione di polveri d'argento, zinco e rame con mercurio, sotto forma di pasta semisolida viene compattata nella cavità del dente e rappresenta, una volta indurita, un eccellente materiale per l'otturazione di denti cariati. Per tantissimi anni ha rappresentato il materiale più pratico, efficace e duraturo ed è stata per tutti quegli anni insostituibile. La sua tossicità sarebbe rappresentata dal contenuto in mercurio e dai vapori che questo sprigiona durante la miscelazione. In realtà la miscelazione avviene dentro capsule sigillate e il mercurio una volta indurito con gli altri metalli non dovrebbe rappresentare più un pericolo. Semmai il problema potrebbe verificarsi durante l'eventuale rimozione dell'amalgama in corso di rifacimento di un otturazione. Allo scopo di evitare il rischio è opportuno l'utilizzo, da parte del dentista di una diga (barriera in lattice che isola il dente dalla bocca) e di una copiosa irrigazione con sufficiente aspirazione. Oggigiorno sono disponibili materiali sostitutivi dell'amalgama che offrono nondimeno il vantaggio di essere dello stesso colore dei denti eliminando sia il controverso problema della tossicità che il più palese problema della sgradevolezza estetica.